A quanti di voi sarà capitato almeno una volta, guardano un film, un anime o semplicemente un documentario sul Giappone, di assistere ad una festa piena di lanterne colorate, dove tutti son vestiti con splendidi kimono e yukata?
Ebbene, quella è la famosa festa Bon, detta anche “Festival delle Lanterne”, una classica festa Buddhista in onore dei defunti. Questo festival profondamente spirituale ha un impatto visivo da togliere il fiato, Milioni di lanterne sono coinvolte, e molte persone vengono da tutto il mondo giusto per assistere a questo spettacolo, affascinati da una cultura così differente, unica e magica come le luci e i suoni di partypoker.it, per provare qualcosa di veramente diverso. E’ un opportunità che capita raramente, da non perdere!
Questa tradizione vecchia di 500 anni, ha date differenti a seconda delle regioni del Giappone. La data maggiormente utilizzata è quella che va dal 14 al 16 di Agosto (chiamata “Hachigatsu Bon”), mentre in quelle regioni che seguono ancora il calendario lunare, la festa viene svolta attorno al 15° giorno del settimo mese del calendario lunare (chiamata “Shichigatsu Bon”).
E’ bello notare come una ricorrenza come questa, che potrebbe presentare momenti di tristezza al ricordo dei propri cari scomparsi, venga trasformata in giorni di festa e celebrazione, da passare con il resto della propria famiglia.
La tradizione vuole che, durante il festival che dura 3 giorni, i defunti ritornino dall’aldilà per trovare i loro cari. Pertanto, nel primo giorno del festival chiamato “Mukaebi”, si accendono le lanterne, candele e fuochi per ricevere le anime dei propri cari.
Nel secondo giorno, chiamato appunto “Obon”, i famigliari si riuniscono per far visita al cimitero e festeggiare assieme.
Nel terzo giorno, chiamato “Okuribi”, si riaccendono altre lanterne e candele per aiutare le anime dei defunti a ritrovare la strada verso l’aldilà.
Durante le celebrazioni, che si svolgono in svariate zone delle città, si trovano banchetti con giochi e cibarie di ogni genere, ed ovviamente non può mancare la classica danza celebrativa “Bon-odori”.
E’ proprio quella classica danza che avrete sicuramente già visto, dove le persone si dispongono in circolo attorno ad una costruzione rialzata, ballando a tempo di musica o del battere dei Taiko (i tamburi tradizionali giapponesi), riproducendo gesti codificati che rispettano il significato di antiche tradizioni Buddhiste. Ad esempio c’è il battere le mani (rappresenta lo spirito di unione e amicizia), il muovere le braccia e mani formando un semicerchio (ad imitare lo scorrere dell’acqua che allontana gli spiriti maligni) o il posizionare le braccia e le mani a triangolo (a simboleggiare il monte Fuji , il monte sacro in cui si crede vivano gli dei dello Shinto) ed altro ancora.
Il festival Obon non è considerato una festività nazionale, ma viene sempre utilizzato come periodo di riferimento per prendere alcuni giorni di ferie, per passare un pò tempo con i propri familiari.



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