Giappone e tecnologia è un binomio, ormai iscindibile. La robotica è uno di quei settori tecnologici in cui il paese del sol levante è leader incontrastato, questo ormai è un dato di fatto. Ma chi colloca questo fenomeno in un periodo relativamente recente forse oggi si dovrà ricredre. Facendo un giro tra gli antiquari, se si è fortunati ci si potrebbe imbattere in delle “Karakuri Ningyo” ( からくり人形 ). Karakuri Ningyo fanno la loro prima comparsa intorno al 17° secolo. La parola Karakuri significa “meccanisco per ingannare stupire” come potremmo intendere noi un trucco di magia. 人形 è la parola usata per le bambole con forme umane.
Non facciamo l’errore però di considerarli giocattoli, infatti non lo sono. Troviamo tre tipi di bamole, le Butai Karakuri, che prendevano parte in opere teatrali e spettaoli durante le feste, ed erano caratterizzate da movimenti lenti e incredibilmente naturali.
Poi c’erano le dashi karakuri che venivano usate durante le feste religiose e posizionate solitamente nel punto più alto dei carri, impersonavano mostri o dei delle leggende.

Terza e ultima versione erano le Zashiki karakuri, che venivano usato nelle case ad uso privato.Uno delle più famose è la Chahakobi Ningyo, un “robot” che serviva il te.
Quest’ultima bambola che pratica lo Shodo, è a mio pare e la più incredibile di tutte.
Per molti le Karakuri Ningyo sono i nonni dei moderni Robot, e vedendoli non si può che affermare la stessa cosa.


22 agosto 2011 alle 4:37 pm
come vedete dal mio sito a Torino inagureremo una bellissima mostra con le Karakuri Ningyo. Potreste daren notizia sul vostro sito? se mi contattate via mail vi spedisco tutte le info.
grazie
MG