Megaloman è il tokusatsu più famoso in italia da sempre, capace di mixare sapientemente elementi Sentai e Kyodai Hero.
Questa epica serie nata dalle mani di Tetsu Kariya, ideatore tra l’altro dell’anime robotico UFO Ginga Senshi Dai-Apolon, da noi “ufo diapolon”. E’ il 7 dicembre 1979 quando su Fuji TV viene trasmessa la prima puntata del nostro eroe, prodotta da Toho Company Ltd. , terminerà il 24 dicebre dello stesso anno, per un totale di 31 fantastici episodi.
La storia narra le vicende di Takashi Shishido, abitante della Stella di Rosetta (planet Rosetta) che possiede il potere di trasformarsi in Megaloman, grazie ai suoi bracialetti.Takashi e sua madre Mari (Rosemary Shishido), fuggono dalla Stella di Rossetta quando questa viene presa d’assalto dalla Tribù del sangue nero (Black Star Army) guidati sul campo dal perfido Capitan Delitto (Captain Dagger).

Il padre Di Takashi, Go, viene ferito a morte da Delitto, Mari e il figlio quindi decidono di scappare sul pianeta terra per salvarsi e la tribù dal sangue nero si insedia in Rosetta. Sulla terra Takashi incotrerà quelli che diventaranno i suoi compagni di dojo e di battaglia
Ippei Saru “il bambino”, Seiji Kurogawa “l’emulo di Bruce Lee” , Hyousuke Yuri “il simpaticone” del gruppo con qualche kg in più e Uan Takamine (ran takamine) “la bella ragazza”
Tutti allenati dal maestro Takamine, (Sougen Takamine) padre di quest’ultima. Ecco qui riproposto il classico team di combattimento gia visto per esempio in Go Lion/voltron (Hyakujuo Goraion/King of the Beasts GoLion)e Vultus 5 (Chodenji Machine Borutesu), dove ad ogni tipologia classica di personaggio vengono assegnati i relativi colori.

leader = rosso
figaccione = blu
bambino = verde
simpaticone/cicciotto = giallo
donna = rosa
La caratterizzazione dei personaggi è abbastanza approfondita ed è facile affezionarsi ai giovani protagonisti.
Nei primi episodi i combattimenti si svolgono quasi tutti in zone lontane dalla città, gli interventi in post produzione, come i raggi laser, sono davvero minimi, tutto questo denota probabilmente la mancanza di un budget adeguato, anche se questo non va ad inficiare troppo sulla qualità generale. Dall’episodio 14, la serie cambia titolo da Megaloman (Megaroman) a The Flaming Superman – Megaloman (Honô no Chôjin Megaroman) e sembra di assistere ad un deciso cambio di rotta. Il maestro Takamine, visto relativamente poco fino ad ora, sempre e solo nel suo Kimono da Sensei e dietro ad un fantastico baffo, viene improvvisamente sbarbato e messo a capo di un reparto speciale dell’esercito.
Capitan Delitto, intanto è diventato Presidente, dopo aver ammazzato il suo precedessore nell’ episodio n° 11, si affida all’astuta mente di Bairok (Berlock), direttore dell’accademia delle scenze, il quale manderà ben cinque mostri tutti assieme ad attaccare megaloman. Si assiste quindi ad uno spostamento di target al quale ci si rivolge, leggermente più maturo, si nota un impiego di mezzi decisamente piu ricco rispetto agli inizi dove difficilmente si assistevano a battaglie cittadine, con relative distruzione di case e grattacieli.
Vengono impiegati anche i mezzi di difesa nipponici, caccia bombardieri e carroarmati. Gli effetti speciali e mio avviso sono buoni per l’epoca, le esplosioni e i piccoli interventi di post produzione, vedi: laggi laser, sono davvero entusiasmanti.
La riproduzione delle città e dei paesi sono davvero efficaci, lo stile di inquadratura e montaggio sono decisamente entusiasmanti.
Anche il ritmo non concede mai soste, non esistono puntate “di riempimento”. Diversi i momenti tragici, conditi da un ottimo pathos, sono presenti comunque diversi momenti di ampio respriro, perlopiù affidati ad Ippei ed Itsuke, l’atmosfera è sempre ben bilanciata, non si ha mai una sensazione di angoscia o di troppa ilarità. Fantastica la sigla di apertura originale cantata da quel monumento nipponico che risponde al nome di Ichiro Mizuki, la colonna sonora invece non sempre rende onore alla qualità generale dell’opera in questione.

Come non citare inoltre la fantastica mazda rx-7 savanna gialla con il quale i nostri si spostano su strade e sterrati a tutta velocità. Gli inseguimenti in auto, seppur pochi, sono davvero ben realizzati ed entusiasmanti.
Passiamo ora a descrivere l’arsenale di megaloman, la fiamma di megalopoli, come dimenticarla! L’energia viene scaturita dalla lunga e bianca criniera cotonata ispirata agli Whitesnake, vera e propria arma finale, nella piu classia tradizione degli eroi giapponesi. Solo di contorno avremo la/le lame di megalopoli, spada e pugnali. Eccezzionali le mosse acrobatiche di megaloman, che pesca a piene mani dal wrestling, o puroresu se preferite, degli agili cruiserweight, assisteremo quindi a flying dropkick a gogo, hurracarrana, crossbody, arm twist, moonsault da fermo etc etc etc.
Tutti i movimenti sprizzeranno giapponesità ed ogni fendente sarà accompagnato da fantastici effetti sonori “taglia vento”.
Il doppiaggio la traduzione ed i dialoghi sono discreti ma non sempre all’altezza, il mostro dalle sembianze bovine nel quale viene trasformato Hyme,il malcapitato figlio di Bairok, nell’eppisodio 28 viene chiamato Bufalone, i commenti sono superflui! Un applauso sarcastico anche all’ideatore dei titoli, che spesso raccontano anche troppo di quel che sta per accadere. Grande fantasia è stata applicata nell’ideare i costumi dei numerosi mostri presenti, anche se a livello di realizzazione finale molti sfigureranno difronte a produzioni del passato, ma sicuramente più ricche.
Consiglio a tutti di rivedere questo capolavoro, non potrete che commuovervi, rivedendo la fantastica trasformazione dei nostri super eroi: energia, a noi!


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