Siccome alcuni di voi avranno la fortuna di vederlo tra qualche settimana, volevo raccontarvi brevemente la storia di questo capolavoro dell’ingegneria moderna.
Innanzitutto va detto che il progetto originale dell’aeroporto è dell’italiano Renzo Piano, ed è uno tra i progetti più ambiziosi e più costosi mai realizzati. L’aeroporto è stato costruito su un’isola artificiale nella baia di Osaka, nella regione del Kansai da cui prende il nome,tra il 1987 e il 1994.
La necessità di costruire un aeroporto sul mare, deriva dalla precedente esperienza fatta col principale aeroporto del Giappone, il Narita di Tokyo. La sua costruzione vide accese proteste da parte dei proprietari dei terreni su cui il governo decise, in totale autonomia, di costruire la struttura. Queste proteste andarono avanti per molti anni, e videro numerosi scontri ed incidenti che ne rallentarono molto la realizzazione.

L’aeroporto internazionale del Kansai invece, dista circa 3km dalla costa, eliminando così problemi di terreni e di disturbi acustici alla popolazione. L’isola artificiale principale, ha una dimensione di 4km di lunghezza per 1,5km di larghezza. L’isola è stata costruita in acque con una profondità di circa 18mt, portando la terra ricavata dallo “spianamento” di alcune montagne a ridosso della costa, con enormi chiatte costruite appositamente per questo genere di lavoro. Purtroppo l’isola poggia su del terreno non stabile, che la fa sprofondare di circa 30cm l’anno.

Nonostante questo problema, l’aeroporto è resistito indenne a due delle più tremendi e devastanti calamità naturali, come il grande terremoto di Kobe del 1995 e ai vendi di un tifone che, nel 1998, ha creato numerosi danni nella regione del Kansai. L’aeroporto è resistito senza subire alcun danno, grazie alle avanzate tecnologie anti sismiche adoperate per la costruzione sia del terminal (utilizzando strutture con giunti ed ammortizzatori che ne permettono l’oscillazione assecondando così i movimenti creati da un sisma), che dell’isola artificiale (costruita utilizzando 3 differenti tipi di terreno e ghiaia che non dessero troppa resistenza ai movimenti tellurici del sottosuolo). Oltre a ciò è stato costruito anche un grosso muro frangi flutti, per riparare l’aeroporto da eventuali tsunami provocati dai terremoti.
L’isola è collegata alla costa da una lunghissimo ponte su due livelli: il primo livello è adibito al transito dei veicoli a motore, mentre il livello inferiore è dedicato al transito ferroviario.
In aggiunta al progetto originale, che prevedeva la presenza di una sola isola artificiale, ne è stata affiancata una seconda. Questo per dotare l’aeroporto di più piste di atterraggio, creando così un aumento del traffico aereo in entrata ed uscita del paese, incrementando lo sviluppo ed il commercio di alcune delle città principali della regione, come Kobe, Osaka e Kyoto.


Nessun commento
There are currently no comments on L'areoporto del Kansai. Perhaps you would like to add one of your own?