Capire il Giappone

Written by Godai - 五代. Posted in News


Published on settembre 08, 2010 with 13 commenti

Spesso vedo, e sento, molta gente parlare del Giappone, indipendentemente dal fatto che ci sia già stata o meno, ed ogni volta tra me e me nasce la stessa domanda: ma saranno davvero in grado di capire il Giappone?

Per uno straniero in terra straniera è sempre complicato capirne le abitudini ed adeguarsi ad esse, ma ci sono posti come il Giappone in cui le cose sono ancora più complesse.

C’è qualcosa nel Giappone di mistico, alcuni forse lo potrebbero semplicemente definire strano, bizzarro o differente, io invece credo che le cose siano ben più complesse e profonde.

Il Giappone è un mondo di contrapposizioni e di estremi, difficile trovare delle vie di mezzo.

I giapponesi vivono in un sistema scandito da tempi brevi e da tempi lunghissimi: brevi sono quelli che hanno da dedicare a loro stessi e alla loro famiglia; lunghi invece sono quelli legati al lavoro, alle ore passate sui mezzi di trasporto e alla loro storia millenaria.

Nonostante questo, nonostante siano passati attraverso epoche e periodi nerissimi, i giapponesi sono sempre riusciti a tornare in piedi, più forti di prima e sempre col sorriso sulle labbra.

Loro prendono le cose degli altri e le migliorano, buttano giù per ricostruire meglio, non si fermano né si adattano, ma pensano sempre e solo a migliorare.

E’ un popolo affascinante, riescono a sorprendesi, di un reale stupore, per cose che altri snobberebbero, come il petalo di un ciliegio che cade dentro ad un ruscello.

Vivono in città super-affollate, ma lasciano sempre uno spazio da dedicare al relax o alla preghiera.

Non hanno un solo dio e nemmeno una sola religione, ma convivono con migliaia di spiriti.

Riescono a trovare la bellezza di piccoli dettagli in templi che sono enormi e maestosi.

Loro sono uno e sono un tutt’uno, sono la macchina che permette di far funzionare le cose al meglio: loro sono uno e tutti, tutti ed una cosa sola.

Non esistono vie di mezzo in Giappone, quello che è grande è legato al piccolo, ciò che è piccolo spesso è grande dentro.

Ciò che è grande nasconde numerosi piccoli dettagli, che solo in pochi sono in grado di apprezzare o anche solo semplicemente di notare.

Un piccolo gesto può nascondere un grande sentimento di rispetto; un piccolo tempio può contenere un grande spirito.

Si respira qualcosa nell’aria, lo si avverte in certi luoghi, quel qualcosa che ti infonde un senso di calma e tranquillità interiore anche nel bel mezzo di una metropoli affollata da milioni di persone.

Se ci si ferma anche solo per un attimo lo si può “sentire”, è lo spirito del Giappone che ti avvolge, quello spirito che ha quella magia di fondere ritmi frenetici e profonda tranquillità e senso di pace interiore.

Il Giappone lo si può solo vivere, visitarlo non è abbastanza.

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13 commenti

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  1. Wooooow Bellissimo articolo complimenti !!! mi è venuta la pelle d’oca!!! :)

  2. Grazie grazie…troppo buono…

  3. anche le foto fanno venire i brividi !!! mi è piaciuto davvero molto!!! :D

  4. troppo bello godai questo post… hai ragione niente di più vero.
    l’ho capito durante questo viaggio trascorso con voi, ma soprattutto quando sono tornato a casa…mi sentivo strano… è davvero un posto magico

  5. complimenti , anche per chi è sempre stato molto lontano, non solo come distanza geografica ma anche dal punto di vista culturale, l’articolo risulta profondo ed intrigante.

  6. Personalmente, ho vissuto su per giù in Giappone quasi un anno tra il 1999 e il 2002. Vi posso dire che SOLAMENTE vivendoci si possono comprendere i giapponesi. Solo lavorando con loro. Solo tornando dal lavoro insieme. Solo prendendo la metropolitana per ore e ore insieme con loro riesci a capire c’ho che pensano davvero.

    … per dirvi la verità è un popolo molto triste. Non può storicamente esprimere emozioni. Deve usare il bel viso davanti e l’inculata napoletana (con tutti il rispetto per i napoletani eh!) di dietro. Brutta roba. Parlo solo perchè sono stato partecipe e vittima anche di episodi di razzismo, dovuto al fatto del loro enorme complesso di inferiorità… brutte storie ragazzi bruttissime storie, in ogni caso conservo sempre il mio profondo amore per la terra del Sol Levante.

    Se volete approfondire sono sempre a vostra disposizione.
    a presto
    Daniele MM

  7. Ciao Daniele, grazie per il tuo contributo.
    Credo che chi vive da Gaijin in Giappone veda un lato sicuramente diverso che i turisti non vedono, e forse alla fine proprio perchè visto non più come ospite ma come instruso nello stesso tempo si perde il fascino di questo paese. Ancora di più se parliamo di confronto lavorativo perchè siamo completamente su due mondi differenti, dove il bravo lavoratore non si distingue ma anzi si uniforma diligentemente.
    Di cose da dire ce ne sarebbero una marea, io non credo sia un popolo triste come dici tu ma molto complesso da capire. Non voglio dilungarmi troppo, comunque per farti un esempio, gli eschimesi hanno 50 modi per chiamare un fiocco di neve, a noi non serviranno mai, è solo neve. Per il Giapponesi è la stessa cosa per i sentimenti, ci sono una gamma di cose che non capiremo mai perchè qui non ci servono, ed è molto facile creare casini, parlo per esperienza.
    Non volevo dilungarmi e l’ho fatto come al solito :)

  8. Caro Daniele,
    un bel post il tuo e in parte ti do ragione, ma solo in parte. Il giapponese può sembrare ai ns occhi, per il ns tipo di cultura o non cultura fai tu, tristi e sottomessi, ma non è così. Credimi, noi siamo molto più sottomessi se ci pensi bene, loro semplicemente si integrano e di identificano nella loro società (intesa come lavoro) e quindi fanno ciò che gli viene detto. Vero che i lori ritmi lavorativi li fa sembrare dai robot, e qst forse è un pò triste, ma loro non ne sono dispiaciuti più di tanto. loro sono educati così fin dall’asilo e dalle scuole elementari, per loro è un dovere e un onore. Discorso legato al razzismo si va sul delicato: innanzitutto c’è da dire che il popolo giapopnese è molto timido, cosa che cmq pregiudica molto i rapporti con gli stranieri, detto ciò in effetti gli stranieri vengono tutti visti come portatori di casini e guai, e purtroppo per tutti il più delle volte hanno ragione. Il loro tasso di criminalità, parlo di criminalità giapponese esclusa la mafia che vive di vita propria, è bassissimo, impensabile per paesi come i ns dove ogni 3×2 madri ammazzano i figli, mariti le mogli, gente qualunque che s’ammazza per uno sguardo sbagliato o per una sigaretta…questo mi pare decisamente più triste che non il giapponese che, sentendo tutto ciò che succede all’estero, vede lo straniero come una figura a cui manca educazione, senso del rispetto ecc. Certo questo fa di tutta un’erba un fascio ed è un peccato per tutta qll gente che magari come noi è gente per bene che vorrebbe meglio integrarsi con loro. Nonosatante qst loro chiusura nei ns confronti, la loro disponibilità ed ospitalità ha dei livelli assoluti, che poi lo facciano per etichetta (vedi i negozianti ristoratori ecc) a me non interessa molto, è sempre meglio ricevere un benvenuto o un grazie a 32 denti, anche qnd sei entrato e non hai preso nulla, anche se di etichetta, che nemmeno essere considerato qnt entri in certi locali qua da noi…E l’ospitalità loro poi va ben oltre e lo saprai bene anche tu, ma mi dilungherei troppo. Ora ti chiedo, analizzando bene tutto, trovi che siano più tristi loro, o siamo più tristi noi?

  9. vorrei rispondere ad entrambi. (sia Sunny che Godai)

    allora… inzio con Sunny:
    non metto in dubbio il fatto che i giapponesi come ogni popolo del mondo hanno una incredibile gamma di sentimenti e modi di vivere i sentimenti (scusate la ripetizione) ma se io vi dico che il giapponese medio è triste è per il fatto che è educato a non usare “il ragionamento ed il proprio intelletto” e quindi proprio per il loro modo di usare l’educazione e il loro principio solido di essere “malfidati dello straniero” che si comportano molto male con chiunque non sia uguale a loro. Non ritengo di essere così saggio da definire tutti i giapponesi tristi ma molti lo sono. Moltissimi che vivono nelle metropoli lo sono. Io ho vissuto quasi sempre a Tokyo e nella capitale la gente è triste non c’è santi che tenga. In campagna e in altri luoghi è più sana e genuina ma io ho avuto la sfiga di conoscere pochissima gente che vive tranquilla, oppure conoscere Giapponesi che conoscendo il “Resto del Mondo” o avendo avuto a che fare con stranieri e tutto ciò che non è Giappone è gente meravigliosa. Capito?

    per Godai invece:
    sono più tristi loro. Al 100%. Noi viviamo meglio. Siamo più onesti. Siamo più genuinamente stronzi e diciamo le parolaccie a bocca piena non a bocca chiusa o non dette come loro che poi si sfogano in altro…
    E’ vero ciò che dici il Giappone dal 1999 al 2000 è cambiato tantissimo… anzi la Tokyo che conoscevo io è cambiata. per colpa di ALCUNI stranieri (brasiliani, italiani e altri) la criminalità e il modo di avvicinarsi agli stranieri è molto cambiato e la colpa è quasi sempre nostra, ma non è giusto essere molestata perchè fai jogging sotto la torre di Tokyo alle 5:00 della mattina, non è giusto essere insultati e messi da parte perchè fai folclore o il cretino in un luogo dove è concesso farlo non è giusto essere trattati come loro ci trattano. E’ assolutamente sbagliato fregare loro i soldi nei taxi nostrani come abbiamo visto su “Striscia la Notizia” ma ci deve essere la via di mezzo. Il razzismo è una cosa terribile. Il rispetto oggi è una delle cose più importanti che possa esistere. Se io vado in un bagno pubblico e non mi fanno entrare perchè all’entrata c’è un anziano ma fanno entrare degli yakuza ci posso anche stare ma non è giusto non vendermi un succo di frutta perchè sono straniero… e queste sono solo piccole cose che mi sono capitate… ho 33 anni e sicuramente di cose ne ho viste tante e posso raccontarmi e se vi dico che i giapponesi non hanno un rapporto sano con loro stessi e con gli altri mi dovete credere. Certo non è una cosa da estendere su tutti ma per la maggior parte dei casi è aimè così.

    Se mi volete fare delle domande più precise sono a vostra più completa disposizione ma non sono uno che spara a zero se non c’è un motivo. Avevo 22 anni quando sono andato la prima volta in Giappone e l’ho fatto perchè amavo la loro terra. Oggi ci tornerei perchè ho tanti ricordi e alcuni cari amici ma non lo farei perchè amo tutti i giapponesi perchè non è più così. La bellezza dei loro controsenzi a volte fà male MOLTO MALE alla gente ed è una cosa brutta.

    A presto
    Daniele Manga-Man Lucinato

    P.S. = Se vi ricordate della rivista “Benkyo!” della defunta PlayPress Publishing sappiate che la rubrica del “Made in Japan” era curata dal sottoscritto ed è là che ho raccontato tanto del paese del Sol Levante… vi ricordate ora? Se volete guardare alcune foto che ho scattato in quei anni andate qua (http://www.flickr.com/photos/12154989@N05/sets/72157624920306175/)

  10. Caro Daniele,
    ora non vorrei aprile una polemica qua che non mi sembra il caso, ma che tu mi dica che siamo più onesti noi mi fa proprio ridere. Ed essere “genuinamente” stronzi e dire parolacce lo reputi un fattore positivo? Abbiamo 2 modi di vedere le cose è evidente…E’ altrettanto evidente che purtroppo tu ti sia ritrovato in situazioni poco simpatiche, e mi spiace, ma nonostante qll che scrivi credo che siano cose rare. Tu parli di essere molestati xkè si fa jogging alle 5 di mattina…ma prova a fare jogging alle 5 di mattina in certe città italiane, altre che molestie, è tanto se ritorni a casa. Il fatto dei bagni pubblici, come x le onsen, ci sono delle regole, come ne abbiamo per altre cose qua in Italia, e se non ti adegui beh peggio per te. Sei tu nel torto non loro, sei tu che devi rispettare le loro regole e non loro che devono adeguarsi alle tue. Quindi se vuoi andare in un bagno pubblico e non ti fanno entrare xkè hai un tatuaggio o perchè non parli giapponese o semplicemente xkè non sei giapponese, amen, ti informi e ne cerchi uno dove anche gli stranieri siano ben accetti e ce ne sono. Ma xkè scusa, qnd vai in discoteca qua in Italia e non ti fanno entrare xkè non sei vestito a modo, o perchè hai delle scarpe da ginnastica, seppur italiano, non è discriminazione? Cioè magari sono il primo farabutto sulla piazza ma se mi presento in giacca e cravatta entro, poi magari ammazzo qlcn, ma almeno ho la cravatta. Poi mi parli di razzismo, ma hai visto qua da noi come funziona? Extracomunitari che entrano senza controllo per poi essere sfruttati nel lavoro, essere assoldati come trafficanti o altro, chi è in regola cmq fa lavori pessimi e sottopagati e parli di razzismo xkè non ti han fatto entrare in un bagno pubblico? Abbi pazienza ma forse è meglio se valuti bene le cose. Io, per il poco che ci sono stato, non mi sono trovato nè ho mai subito atti di razzismo, e nemmeno tutte le persone che ci sono andate, e ne conosco molte credimi, mi hanno mai raccontato cose simili, anzi, sempre tutto l’opposto. Ribadisco, è evidente che tu sia rimasto scottato in prima persona, ma non puoi fare di tutta un’erba un fascio, proprio come fanno loro nei ns confronti come dici tu. La perfezione ovviamente non esiste da nessuna parte e pure loro hanno gente magari meno educata e ben disposta nei confronti degli stranieri in generale,Forse ci sei stato anni fa qnd le cose erano differenti, io ti consiglio di ritornarci e vedrai che le cose sono decisamente cambiate e che ti troverai sicuramente bene. Ciao

  11. Rispondo anche io per la parte che mi riguarda molto brevemente anche se l’argomento comunque è molto lungo da sviscerare.
    Il razzismo è una brutta cosa in tutto il mondo e in tutte le sue forme, però non ti si reso conto che tu sei il primo ad essere razzista in questo caso, stai parlando dei Giapponesi conoscendo solo Tokyo. Conosco gente che ci vive da 10 anni ed ancora non è riuscito a capire molti aspetti di questo paese. Che il Giappone sia un paese chiuso e conservatore per tante cose sono daccordo, e aggiungo per fortuna. Credimi io per primo ho letteralmente disprezzato molti Italiani in Giappone che si comportano come fossimo in Italia. Altro fattore determinate è che ci sono delle regole, alcune palesi altre meno che ci piaccia o no dobbiamo rispettare per integrarci, quella dei bagni pubblici è una. Il problema che hanno tutti gli stranieri in terra straniera è che si cerca la tolleranza, ma non si fa un vero sforzo per allinearsi alla loro vita.
    Poi il razzismo c’è lo sappiamo, come quello verso i Coreani e non lo giustifico però in quanto a civiltà e rispetto credo siano sempre un gradino davanti a noi.

    A presto

  12. mi dispiace che ti sia scaldato così, ma davvero tu credi che dico che i Giapponesi sono razzisti perchè non mi hanno fatto entrare in un bagno pubblico o perchè hanno molestato una mia amica che correva in pieno centro alle 5:00 della mattina? Beh.. mica sono cretino o ingenuo, eh. il discorso è molto più complesso, non credi? Io personalmente sono stato preso messo da una parte da un gruppo di giapponesi con cui lavoravo e venivo deriso giornalmente perchè italiano ecco perchè. Prova tut da solo a resistere per un mese, tutti i giorni che Dio ti regala a sopportare una cosa del genere. Poi mi dici che non ti viene voglia di mandarli tutti ia cagare… e dopo questa esperienza non faccio di tutta l’erba un fascio ma mi rendo conto che è gente che (per la maggior parte) non vive bene. Mi dispiace aver iniziato questo discorso in modo banale e travisabile ma purtroppo certe cose iniziano e basta ciò che avete scritto mi ha fatto venire voglia di raccontare un pò di me. Sono felice che tu nelle vole che ci sei stato non hai mai avuto nessuna cattiva esperienza solo che non vorrei che la gente che ci si trova per la prima volta rimanga completamente impreparata a certe reazioni, ecco tutto.

    Io poi non vi dico quanti italiani (come ricorda Sunny) ho odiato per le cazzate, i furti, le butte reazioni ma soprattutto azioni hanno avuto ma purtroppo le teste calde ci sono ovunque, ma non capisco proprio perchè io cittadino italiano non mi devo sentire padrone di casa mia in Italia e invece vado in un altro paese e dopo 90 giorni se non me ne vado vengo arrestato e deportato “Vi giuro, eh! Non scherzo!!!” mentre da noi tutti fanno i propri porci comodi e sono padroni della nostra bella terra e poi è normale che ci sono le fughe di cervelli e di italiani all’estero… Il razzismo è una cosa terribile è indice di ignoranza, L’uomo che dice di esserlo o è un ignorante oppure è un uomo che ne ha subite molte. Io sono stato 5 giorni a Seoul in Corea del Sud per non essere arrestato dall’immigrazione, caro Godai credi che parlo a sproposito? La Corea è un paese che mi ha stupefatto per quanto è stato devastato e distrutto da tutti ed è stata una esperienza magnifica.

    Purtroppo però riesco a perdere il filo con una facilità incredibile… la questione delle parolaccie era per giustificare azione ignobili. Noi diciamo parolaccie e ci sfoghiamo. Loro ti fanno la bella faccia e torturano gli animali e la gente con un tipo di bullismo e cattiveria “sociale” senza fine e senza una delle parole che contraddistingue il nostro popolo che è fondato da una base religiosa: LA PIETA’. loro non hanno remore o pensieri. Se ti devono schiacciare, perchè sei diverso perchè sei pericoloso, lo fanno e basta capito?

    Scusate se mi sono un pò scaldato ma vivere le cose che vi ho raccontato è stato molto duro e difficile.

  13. Innanzitutto che tu ti sia trovato in una brutta situazione mi spiace ed evidentemente non sei stato troppo fortunato, xkè ti ripeto, conosco anche italiani che lavorano la direttamente o per conto di aziende italiane e non hanno mai lamentato un tipo di trattamento come il tuo. E’ vero che in quanto italiani siamo visti come dei fancazzisti, ma puoi biasimarli se per colpa di cretini nel piccolo e nel grande (e non scendo nelle specifico) l’italia è una nazione che viene derisa da tutti? Non so se hai viaggiato, ma te lo dico io se ti fidi, in inghilterra ci prendono x il sedere, in francia idem, in germania pure, nei paesi nordici anche, e la lista non si ferma qua. Quindi tu purtroppo che non centravi nulla, e quindi non approvo il loro comportamento, ti sei beccato questo atteggiamento per colpa di terzi. Iniziamo noi ad essere una nazione degna di rispetto, poi possiamo pretenderlo da altri. La base religiosa del ns paese x carità lasciala dove sta, perchè storicamente la pietà non fa parte della ns religione, ma anche sto discorso lasciamolo stare che andremmo quanto meno offtopic. Per quanto riguarda il discorso immigrazione han ragione loro scusami: mettono regole ferree e ben precise, se hai un visto che dura 90 gg è giusto che se stai di più e ti beccano, fuori a calci in culo, abbi pazienza. Se sei li per studiare avrai il visto da studente, se sei li a lavorare in regola avrai un visto lavorativo, se sei li a “scrocco” la non è come l’italia, purtroppo per noi quindi il loro discorso non fa una piega. Anzi, ti dirò di più, dovremmo imparare da loro su qst, mettere delle regole serie e soprattutto farle rispettare. Poi il discorso è sempre lo stesso, vai in un paese straniero sei tu singolo che ti devi adeguare alle loro regole, non ti stanno bene, resta a casa. Questo discorso vale in generale e non contro di te ovvio xò è una regola universale…a casa tua fai come vuoi e come ti lasciano fare le istituzioni ecc, vai da un’altra parte ti DEVI adeguare…se vai in paesi arabi o altri e ti beccano anche solo con uno spinello, il minimo che rischi è la galera se nn peggio. Ti pare una cazzata? Lo sarà pure ma la le regole son qll se ci vuoi andare o stare ti adegui o ne paghi le conseguenze.
    La perfezione lo sai non sta da nessuna parte, parli di torturare gli animali qnd il parlamento europeo qlc sett fa ha dato l’autorizzazione alla vivisezione su cani e gatti randagi…c’è da commentare?
    Detto qst non giustifico il comportamento tenuto dai tuoi poco simpatici ed educati colleghi i lavoro anzi…

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