L’ app Rodoku Shojo (Story Time Girl) per iPhone, dispone di un personaggio anime femminile chiamata Shiori Otoha, che legge classici della letteratura, ma che ora sta fornendo messaggi di sostegno per le persone colpite dal terremoto, scritti appositamente per l’applicazione da una serie di autori e artisti manga contemporanei. La speranza è che questi messaggi motivino le persone a contribuire e a iniettare energia positiva in un Giappone messo in ginocchio da questa catastrofe.
Il personaggio è doppiato da Nozomi Sasaki, e l’app è stata scaricata 500.000 volte dal suo rilascio avvenuto nel Luglio 2010. L’app è gratuita, ma l’aggiunta di libri da leggere ha costi tra i 115 e 450 yen, a seconda della lunghezza del racconto. L’app è stata pensata per ampliare le conoscenze culturali dei giovani possessori di iPhone, anche se difficilmente un giovane otaku andrà a scaricare dei grandi classici della letteratura. Tuttavia, nulla batte il fascino di avere un personaggio femminile carino che vi legge una favola dal vostro telefono.







27 aprile 2011 alle 5:31 pm
L’idea dell’ app-book diciamo così è bella, moderna. Il problema secondo me, riguarda il fatto che il Giappone, ha subito un processo di occidentalizzazione forzata, seguito alla fine della Seconda Guerra Mondiale e al trauma di Hiroshima e Nagasaki, che ne ha costruito come una seconda identità nazionale, ben integrata con quella tradizionale. Sicuramente i giovani nipponici, non scaricheranno numerosi, per pochi yen, degli e-book, per lo stesso motivo per il quale non lo farebbero i nostri giovani occidentali, in particolare italiani. Un paese il nostro, che statisticamente legge meno di un libro all’anno in media, a persona. Lontani anni luce dagli anglossassoni, accaniti lettori di libri e quotidiani. Ma vengo al punto. Se accanto ai romanzi di Banana Yoshimoto ( molro pubblicata anche da noi ) gli si propone Yukio Mishima o brani di film di Akira Kurosawa come Rashomon, le grandi multinazionali di Tokio non storcerebbero il naso, così rivolte ai mercati stranieri?
27 aprile 2011 alle 5:40 pm
L’idea dell’ app-book diciamo così è bella, moderna. Il problema secondo me, riguarda il fatto che il Giappone, ha subito un processo di occidentalizzazione forzata, seguito alla fine della Seconda Guerra Mondiale e al trauma di Hiroshima e Nagasaki, che ne ha costruito come una seconda identità nazionale, ben integrata con quella tradizionale. Sicuramente i giovani nipponici, non scaricheranno numerosi, per pochi yen, degli e-book, per lo stesso motivo per il quale non lo farebbero i nostri giovani occidentali, in particolare italiani. Un paese il nostro, che statisticamente legge meno di un libro all’anno in media, a persona. Lontani anni luce dagli anglosassoni, accaniti lettori di libri e quotidiani. Ma vengo al punto. Se accanto ai romanzi di Banana Yoshimoto ( molto pubblicata anche da noi ) gli si propone Yukio Mishima o brani di film di Akira Kurosawa come Rashomon, le grandi multinazionali di Tokio non storcerebbero il naso, così rivolte ai mercati stranieri?
16 febbraio 2012 alle 2:57 pm
Vorrei solo farti presente che i giapponesi forse leggono anche più degli inglesi! Otaku compresi! Se giri per le metro noterai che spesso hanno con se un libro da leggere o un fumetto. per cui perchè no una app da portare sempre con se?
Ciao