Le vending machine d’emergenza

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Come abbiamo già detto più volte, il Giappone è una terra di convenienze (cambio permettendo), molte delle quali sono fornite dai numerosi distributori automatici. In effetti, contando tutti i distributori automatici in Giappone, si arriva a quasi 5,5 milioni per una popolazione di 127 milioni. La metà di questi sono quelli classici di bevande varie, ma ci sono anche vending machine per rasoi e calzini, per non parlare di quelli che vi vendono banane o mele.

Un problema che si è presentato ultimamente, a seguito dello tsunami nelle aree del Tohoku, è l’impossibilità di ottenere le bevande dalle vending machines, senza romperle. Anche se inizialmente viene da chiedersi se non ci siano problemi più urgenti a cui pensare per quelle zone, in un secondo momento si realizza come in una situazione di emergenza, una vending machine funzionante potrebbe quasi salvare la vita, mettendo a disposizione acqua pulita e non solo. Ed ecco quindi un nuovo modello di vending machine, sviluppato dalla ditta Saden, che presenta una manovella di emergenza.

Ovviamente i macchinari funzionando a corrente elettrica, sarebbero inutilizzabili in caso di disastri come quello passato, e quindi si è pensato di utilizzare un sistema a manovella che possa ricaricare la macchina e rimetterla in funzione. Come vedrete nel video, non è un compito facile, perchè ci vogliono ben settanta giri per raggiungere la piena potenza della macchina e poter prelevare fino a sette bottiglie, prima di dover fare una nuova ricarica.

Anche se molte macchine sono progettate per erogare bevande gratuite durante le emergenze, non sono di grande utilità senza elettricità. La Coca-Cola ha cercato di risolvere il problema elettrico sfruttando l’energia solare, ma in un ambiente urbano come può essere quello di Tokyo, risulterebbe quasi inutile, quindi a quanto pare questa sembra essere la soluzione migliore in caso di emergenza.

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