L’etichetta nei santuari Shinto: Temizu e Hairei

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Le usanze dello Shinto, la religione principale del Giappone, sono poco conosciute in tutto il mondo, e poiché una visita in Giappone non può essere completa senza una visita a importanti santuari scintoisti, è bene conoscere alcune regole di etichetta che si applicano alle visite nei santuari. Quando si entra all’interno di un sacrario scintoista, il visitatore deve eseguire una pulizia simbolica chiamata temizu (da te “mano” e mizu “acqua” – l’acqua per purificare le mani). Tale purificazione è considerata indispensabile prima di visitare l’area sacra e simboleggia la rimozione del male e delle impurità in generale. Per il rito, ogni santuario offre un padiglione per le abluzioni – chōzuya o temizuya – di solito costituito da una vasca in pietra riempita con acqua pulita e mestoli di legno.

Temizu Basin Purification 11 Letichetta nei santuari Shinto: Temizu e Hairei

Come eseguire correttamente un temizu:

Prendere il mestolo con la mano destra, riempirlo con acqua e versare un pò d’acqua per sciacquare la mano sinistra. Quindi, spostare il mestolo alla mano sinistra e versate un pò d’acqua sulla mano destra. Ora si prende di nuovo il mestolo nella mano destra, mettete la mano sinistra a coppa e versateci dell’acqua e utilizzatela per sciacquarvi la bocca. Infine alzate in verticale il mestolo e lasciate cadere l’acqua rimasta sul manico, prima di rimetterlo sopra il temizuya.

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Terminata la procedura del temizu, il passo successivo è quello di andare all’Haiden (sala del santuario) per eseguire la preghiera tipica dello Shinto, l’hairei.

Come eseguire correttamente un hairei:

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Di fronte alla sala dell’Haiden, c’è sempre una cassetta delle offerte e una o più campane con una corda attaccata. Agitate la corda per far suonare le campane ad essa appese (questo serve per richiamare l’attenzione dello spirito presente nel sacrario) e gettate qualche moneta nella cassetta delle offerte (questo non è obbligatorio, ma è una consuetudine). Inchinatevi due volte, battete le mani due volte e rimanete per un attimo con le mani unite davanti al cuore in raccoglimento mentre dite la vostra preghiera e/o il vostro desiderio. Infine il rituale finisce con un’altro inchino.

Ultimo consiglio: spesso vedo molti stranieri fare parte di questo rituale in qualsiasi santuario o tempio buddista in cui si trovano. Fatto salvo che il rituale del temizu, se presente all’ingresso, non cambia, il rituale dell’hairei è solamente valido per lo shinto. Infatti nei templi buddhisti non ci sono campane da far suonare, e non è necessario fare alcun inchino o battito di mani prima della preghiera. Più semplicemente si può fare un’offerta di fronte alla sala principale del tempio, e raccogliersi nella preghiera, finita la quale non è necessario alcun inchino. Anche se vi capita di vedere molti giapponesi inchinarsi prima o dopo aver dato la propria offerta, questo non è parte di un rituale specifico come i due descritti prima, ma semplicemente un segno di rispetto nei confronti della sacralità del luogo.

Fonte muza-chan.net