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Con saigū (斎宮) si designava una principessa nubile, talvolta denominata pure Ise no saiō, sainaishinnō e itsuki no miya, che serviva presso lo Ise Jingū. In origine il vocabolo veniva usato per indicare il Saiōgū, ovvero il palazzo dedicato alla principessa consacrata, ma successivamente fu usato sempre più per designare la principessa stessa. Un saigū veniva scelto tra i naishinnō (内親王), ovvero i figli e le sorelle del tennō (天王, imperatore); allorché nessuna tra questi fosse disponibile, veniva scelto il nyoō (女王), nipote dell’imperatore. La saigū poteva essere scelta tra i gruppi sanguinei di qualsiasi tennō, non necessariamente quello regnante.

Secondo la legenda, sino al tempo di Suijin Tennō, Amaterasu veniva venerata al palazzo imperiale. Tuttavia, affidandosi alla principessa Toyosukiirihime no mikoto, figlia di Suijin, il kami si spostò nel villaggio di Kasanui (Yamato). Secondo una versione alternativa, la principessa Yamatohime no mikoto spostò il tempio di Ise durante il regno di Suinin Tennō, stabilendo quindi le origini dell’ufficio saigū.

Sappiamo per certo dell’esistenza di un sistema amministrativo saigū nel periodo di Tenmu (673-86), sebbene il codice ritsuryō non fornisse regole in merito alla principesse consacrate. Successivamente procedure e regolamenti più dettagliati saranno scritti nello Engishiki (Procedure dell’era Engi) e in altri documenti del periodo Heian. Secondo questi documenti, il saigū veniva selezionato attraverso l’uso di pratiche di bokusen (卜占, divinazione) al momento del sokui (即位, ascensione imperiale). Quindi seguiva un periodo di astinenze per per purificarsi e prepararsi al nuovo ruolo. Dapprima la principessa veniva portata nello Shosaiin (初斎院, sala dell’astinenza iniziale), una residenza temporanea localizzata all’interno del palazzo reale; quindi si spostava nel Nonomiya (野宮), costruito all’infuori del palazzo, dove conduceva una vita di kessai (潔斎, purificazione) usando un linguaggio eufemistico (imikotoba). Nel nono mese del terzo anno delle sue preparazioni, si teneva nel Daigokuden (大極殿, Sala dell’udienza) lo hakken no gi (cerimonia di invio) in presenza del tennō prima che la principessa partisse per Ise. La processione coinvolgeva migliaia di persone, e il nono mese veniva considerato un periodo di astinenza per tutto il regno con forti restrizioni, in merito a funerali e altri attività considerate non auspicabili, nella capitale e nelle province lungo il sentiero verso Ise.

Giunta a Ise, la saigū viveva nel Saiōgū, sito nel distretto di Take District, insieme a ufficiali del Saigūryō. Nel Saiōgū, la principessa continuava la vita di astinenza e praticava vari riti. Entrava nel tempio di Ise per il sansetsusai (三節祭), ovvero le tre feste stagionali: lo tsukinamisai (月次祭) nei mesi di giugno e dicembre, e il kannamesai (神嘗祭) a settembre. La saigu continuava a svolgere il suo ruolo sino all’incoronazione del nuovo imperatore, con la possibilità di ritirarsi per problemi di salute o per la morte di una familiare. Questa pratica continuò sino a fine 1700, sebbene sia stata discontinua sotto il regno di Godaigo Tennō (1318-39), a causa dei disordini sociali.

Saigu – la principessa nubile 2018-05-10T09:40:31+00:00 Marco Milone