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La storia dell’ukiyo-e comprende essenzialmente due periodi storici: il periodo Edo, che comprende gli ukiyo-e dalle origini fino al 1867 circa, quando ebbe iniziò l’era Meiji che durerà fino al 1912. Il periodo Edo fu essenzialmente un periodo di calma e costituì l’ambiente ideale per lo sviluppo dell’arte in questa forma commerciale, mentre il periodo Meiji fu caratterizzato da nuove influenze dovute all’apertura del Giappone all’Occidente.
Prima della nascita dell’ukiyo-e, c’erano già stati dei tentativi di stampe incise su legno, secondo una tecnica importata dalla Cina: si tratta fondamentale di incisioni su legno di immagini sacre e di testi buddisti. La prima stampa, realizzata con questa tecnica, sarà il Sutra del loto, nel 1225, a opera di Koei per il tempio Kōfuku-ji a Nara. Successivamente verranno pubblicate molte stampe di natura religiosa a Kyōto tra il XIII° e il XIV° secolo.
L’arte giapponese, nel periodo Heian (794–1185), seguì due percorsi principali: la tradizione Yamato-e, focalizzata su temi giapponesi (la più nota di questo periodo è la scuola Tosa); e il kara-e in, di ispirazione cinese, presente in una varietà di stili, come gli acquarelli monocromatici di Sesshū Tōyō.

 

Le radici dell’ukiyo-e possono essere ritrovate nell’urbanizzazione che ebbe luogo nel tardo XVI secolo, che portò allo sviluppo di una classe di commercianti e artigiani che cominciarono a scrivere e a dipingere degli ehon (絵本, libri di immagini, cioè storie illustrate) o dei romanzi come Storia di Ise (Ise-monogatari, 1608) di Honami Koetsu. Gli ukiyo-e vennero spesso utilizzati come illustrazioni per questi libri, ma in seguito divennero indipendenti, stampati su un foglio singolo come cartoline, kakemono-e, o poster per il teatro kabuki. Erano ispirati inizialmente ad opere e racconti cinesi. Molte di queste storie narravano la vita e la cultura della città, oppure erano vere e proprie guide: erano ampiamente diffusi grazie alla loro natura commerciale. Hishikawa Moronobu, che già utilizzava la stampa policromatica, divenne molto influente in campo artistico dopo il 1670, e viene spesso citato come il fondatore dell’ukiyo-e. Okumura Masanobu (1686-1764), un altro grande artista di questo periodo, introdusse diverse innovazioni tecniche che consentirono all’ukiyo-e di evolversi, approfondendo l’uso della prospettiva occidentale, e conferendo maggiore lucentezza alle stampe, grazie pure all’uso di due colori complementari: il rosa e il verde. La scuola Kaigetsudō ricorrerà a uno stile sontuoso che si caratterizza per la pittura di grandi kakemono, ma pure per la rappresentazione di donne dall’aspetto misterioso.

 

 

 

A metà del XVIII secolo, la tecnica della stampa si era evoluta tanto da permettere delle stampe tutte colorate, dette nishiki-e. Utamaro, Hokusai, Hiroshige e Sharaku furono gli artisti più importanti di questo periodo. Con l’influenza dell’arte europea, venne introdotta le prospettiva ed altri concetti. Le opere di Katsushika Hokusai raffigurano principalmente paesaggi e natura. Le sue 36 vedute del monte Fuji (富嶽三十六景, Fugaku sanjurokkei) vennero pubblicate intorno al 1831. Anche Ando Hiroshige e Utagawa Kunisada pubblicarono molte opere a tema naturale.

 

Nel 1842, in seguito alle riforme Tenpo, le immagini di cortigiane, geisha e attori vennero bandite. Questi soggetti, quando vennero permessi di nuovo, conobbero ancora della popolarità.

Durante l’Era Kaei (1848–1854), arrivarono in Giappone molti mercanti stranieri: il cambiamento culturale che ne seguì può essere riscontrato negli ukiyo-e di quel periodo.
A seguito della morte di Hokusai e di Hiroshige, l’ukiyo-e vide un periodo di declino per quantità e qualità. Inoltre, in seguito alla Restaurazione Meiji del 1868, il Giappone si aprì alle importazioni dall’Occidente, tra cui la fotografia e le tecniche di stampa. I colori naturali vegetali usati negli ukiyo-e vennero sostituiti da tinture chimiche all’anilina importate dalla Germania. Anche se gli ukiyo-e vennero in gran parte rimpiazzati dalla fotografia e passarono di moda in Giappone durante il bunmei-kaika (文明開化, occidentalizzazione del Giappone durante l’inizio del periodo Meiji), divennero fonte di ispirazione in Europa per l’Art nouveau per gli impressionisti, e altri artisti come Van Gogh, Degas e Klimt. Questa influenza è stata chiamata Giapponismo.

 

Nel XX secolo, durante i periodi Taishō e Showa l’ukiyo-e tornò di moda con i movimenti shin hanga e sōsaku hanga, che miravano a differenziarsi dalle forme tradizionali di arte commerciale. Gli shin hanga furono esportate in gran parte negli Stati Uniti. Ispirati dall’impressionismo europeo, gli artisti vi incorporarono elementi occidentali, come gli effetti della luce e l’espressione degli stati d’animo individuali, ma si focalizzarono su temi strettamente tradizionali. L’editore principale fu Watanabe Shozaburo, a cui viene attribuita la creazione del movimento. Artisti importanti furono Shinsui Ito e Kawase Hasui, entrambi nominati Tesoro nazionale vivente dal governo giapponese.

Il meno conosciuto movimento sōsaku hanga (letteralmente “stampe creative”) seguì un concetto occidentale di “arte” come prodotto della creatività dell’artista, creatività superiore alla manualità. Tradizionalmente, nel processo di produzione degli ukiyo-e, il progetto, l’incisione, la stampa ed l’edizione erano indipendenti tra di loro ed eseguiti da persone diverse e fortemente specializzate. Il sōsaku hanga asseriva che l’artista doveva essere coinvolto in tutti gli stadi della produzione.

Storia delle ukiyo-e 2018-02-22T09:49:01+00:00 Marco Milone