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In Giappone, contrariamente a come si pensa, non è apprezzato solo il Sakè. Infatti, oggi andremo alla scoperta di due particolari bevande alcoliche: lo Shochu e la Bilk. Innanzitutto, mi preme sottolineare un aspetto molto importante, ovvero che i giapponesi “utilizzano” l’acool principalmente come mezzo per oltrepassare i limiti imposti dalle regole e liberare la loro vera personalità. Molte volte, addirittura, tra colleghi stessi non conoscono nemmeno l’età o se sono sposati, proprio perchè non osano chiederlo. Questo, però, fino a quando non escono a bere assieme, e si è così liberi di esprimersi. Mi è capitato di cenare in un izakaya (ristorante tradizionale giapponese) e osservare un gruppo di salaryman intenti a bere litri di Sakè, ma a stupirmi sono stati specialmente i loro atteggiamenti: urla, risate a perdifiato, baci e abbracci. Avevano, semplicemente, messo via la “maschera” da dipendente.

Salarymen drinking

Lo Shochu, la bevanda più diffusa nel Kyūshū, è un forte liquore distillato, soprannominato la "vodka giapponese". In genere, contiene il 25% di alcool in volume (più basso della grappa, del whisky o della vodka, ma più forte del vino) e ogni prefettura è famosa per la sua peculiare varietà.

Shochu

A Kumamoto lo Shochu viene ricavato quasi esclusivamente dal riso, mentre a Ōita viene preparato con l'orzo. Il più apprezzato, però, è quello che si ottiene dalle patate dolci, ed è chiamato “Imo-Jōchū”. Lo si può consumare liscio, con soda o ghiaccio, anche se la tradizione imporrebbe di berlo “Oyu-Wari”, ovvero scaldato sulla carbonella in un recipiente di pietra e successivamente bevuto tiepido.

Shochu Kumamoto

All'inizio del 21mo secolo c'è stato un boom dei consumi di Shochu in Giappone, e nel 2003 l'esportazione ha superato, per la prima volta, quella di Sakè. Inoltre, fino a quel momento etichettata come bevanda vecchio stile, divenne improvvisamente di moda anche tra i giovani, in particolare tra le donne. Il boom ebbe anche effetti negativi, causando una grave carenza di patate dolci e favorendo così la nascita di marchi prestigiosi, ma anche di truffe ai danni degli acquirenti. E' stato, inoltre, scientificamente provato che è molto efficace nel prevenire trombosi, infarti e diabete.

Shochu Oyu-wari

Ad Abashiri, una piccola città ubicata nel nord-est dell'isola di Hokkaidō, il birrificio omonimo ha rivoluzionato l'idea della birra inventando la Bilk: una bevanda sorprendente poichè costituita per il 70% di birra e il 30% di latte dello Hokkaidō. Nonostante non abbia superato neanche il primo anno in bottiglia per le scarse vendite, gli inventori continuano a sperimentare nuove tipologie.

Bilk Shochu

Oggi il birrificio produce l'assortimento più colorato e bizzarro del mondo: la “Ryūhyō Draft” (banchisa) è una birra invernale azzurra; la “Hamanasu Draft” è una birra estiva che ha il colore del fiore Hamanasu, rosso mattone; la “Jaga Draft” (patata) è di un rosa sorprendente; e la “Shiretoko Draft” che riflette i colori del parco nazionale con il suo verde brillante.

Abashiri Beer Shochu

I più tradizionalisti disapproveranno sicuramente, ma rimane comunque un'esperienza da provare, soprattutto perché è possibile accompagnare queste stravaganti tipologie di birra con degli squisiti piatti “Yaki-Niku” (carne alla griglia).

Shochu - La vodka giapponese e...Bilk, la birra al latte 2017-03-14T09:00:59+00:00 Okarin