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Se vi dicessi di pensare al teatro e alla danza giapponese, molto probabilmente, vi verrebbero in mente il Kabuki o il Noh, anche se nella illustre e longeva storia dell’arte giapponese sono presenti diverse tipologie di danza. Una delle più moderne e affascinanti è il Butoh 舞踏, termine che indica varie tecniche e forme di danza ispirate dal movimento Ankoku – butoh 暗黒舞踏 (danza tenebrosa), attivo in Giappone negli anni cinquanta. Le sue origini vengono fatte risalire a Tatsumi Hijikata e a Kazuo Ōno. Aspetti tipici del butoh sono: la nudità del ballerino, il corpo dipinto di bianco, le smorfie grottesche ispirate al teatro classico giapponese, la giocosità delle performance e l’alternarsi di movimenti estremamente lenti con convulsioni frenetiche.

Butoh - Butoh

Il primo spettacolo butoh fu presentato ad un festival di danza giapponese da Tatsumi Hijikata nel 1959 col nome di Kinjiki 禁色 (colori proibiti). Lo spettacolo, basato sull'omonima novella di Yukio Mishima, aveva per argomento l'omosessualità. L'immagine finale di Yoshito Ōno, figlio di Kazuo Ōno, con un pollo vivo tra le gambe, fu talmente oltraggiosa per la platea che lo spettacolo venne censurato spegnendo le luci sul palcoscenico, e Tatsumi Hijikata venne bandito dal festival ed etichettato come iconoclasta. Da quel giorno, il butoh venne definito in molti modi: scioccante, provocatorio, fisico, spirituale, erotico, grottesco, violento, cosmico, catartico, misterioso.

Il butoh degli inizi era una risposta radicale all'idea occidentale della danza. Era la giapponese "ribellione del corpo". Era pura provocazione, resistenza contro il sistema sociale. Era sperimentale, a volte grottesca, a volte assurda e mistica. I volti dipinti, le teste rasate, la nudità dei danzatori e le distorte coreografie crearono un forte contrasto con l'estetismo della danza tradizionale.

Hijikata - Butoh

Difatti, il Butoh - kan 舞踏館 di Kyoto è uno dei pochi luoghi in cui è possibile assistere a spettacoli dal vivo. Situato lungo il viale Sanjo, nei pressi della stazione Karasuma Oike, questo teatro è interamente dedicato alle rappresentazioni butoh, all'interno del quale solo otto persone possono assistere ai meravigliosi spettacoli. L'edificio è definito kura poichè, nella seconda metà del periodo Edo, era adibito a deposito di terra, e inoltre sopravvisse alle numerose rivolte e ribellioni di 150 anni fa che distrussero gran parte della città. L'architettura interna è in stile tradizionale, con pilastri in legno, pavimento in tatami e cuscini al posto di normali sedili, affinché lo spettatore possa sentirsi parte integrante dell'esibizione.

Butoh-kan - Butoh

Assistere ad una rappresentazione butoh dal vivo è davvero un'opportunità più unica che rara, dal momento che sono molto poche le strutture che accolgono questi artisti tanto bizzarri e spaventosi quanto straordinariamente intensi ed espressivi, ma anche perché gli spettacoli sono esclusivamente per adulti a causa dei temi trattati e delle scene di nudo.

Butoh - La danza dei morti 2017-03-01T09:00:00+00:00 Okarin