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Non essendo lo scintoismo una religione fondata, non esiste alcun insegnamento del fondatore, né tanto meno una rivelazione divina. Tutte le idee di base sono le credenze popolari, come trasmesse nei testi sacri, oltre che la visione etica sviluppata nel corso della storia dello scintoismo. Importante è stato anche il contributo di alcuni intellettuali del kokugaku del periodo Edo, i quali hanno cercato di fare emergere un nuovo paradigma giapponese che si discostasse dalle idee cinesi, che a lungo avevano esercitato influenza sulla cultura nipponica. Ancora oggi, le riflessioni di questi intellettuali influenzano la dottrina scintoista e le disquisizioni teologiche. Il loro approccio filologico ha, infatti, gettato le basi per la moderna ricerca accademica: subito dopo la restaurazione Meiji si diffuse sempre più lo studio testuale dei classici scintoisti; successivamente, l’approccio filologico fu integrato anche da studi più tipicamente storici, principalmente presso il Kōten Kōkyūsho di Tokyo e il Jingū Kōgakkan di Ise, e religiosi, perlopiù presso il dipartimento di studi religiosi dell’Università di Tokyo. Infine, nei primi anni dell’era Showa si affermò l’approccio folkloristico grazie agli studi di Yanagita Kunio e Orikuchi Shinobu. Non bisogna trascurare che, dopo la fine della seconda guerra mondiale, alcuni studiosi si dedicarono pure all’approccio antropologico, ricercando affinità nella mitologia dei paesi occidentali.

Vita dopo la morte

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Lo spirito umano è eterno, proprio come i kami, e l’aldilà viene concepito come una sorta di livello esistenziale superiore: dunque, la morte è semplicemente un cambiamento della forma di esistenza. Nello scintoismo antico, in cui veniva dato maggior peso alla mitologia, si parla di una serie di paradisi, descritti come luoghi molto simili al mondo terrestre.

Etica

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Lo scintoismo è fortemente caratterizzato da insegnamenti positivi, tra cui fondamentale è la disponibilità verso gli altri: conseguente è l’incitazione al contenimento dell’egoismo e dell’egocentrismo, promuovendo invece l’umiltà.

Purificazione

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Non esiste niente di peccaminoso di per sé, piuttosto certi atti creano un’impurità rituale che una persona dovrebbe voler evitare se vuole raggiungere la pace mentale. L’uccisione di un essere vivente, considerata come atto impuro, dovrebbe essere fatta con gratitudine e con riverenza nei confronti dell’animale e ridotta al minimo, praticata solo quando altamente necessario.

Venerazione

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La venerazione ha una valenza molto profonda ed è considerata un atto puro e sincero, volto a manifestare riverenza e ammirazione nei confronti della grandezza infinita dei kami, ma anche a rendere l’uomo cosciente della verità che lo circonda. Il rito scintoista tende a soddisfare i sensi dell’uomo e ad armonizzare e pacificare la mente, grazie alla forte estetica del rito stesso, caratterizzata da immagini, suoni e profumi, facendone scaturire pace e armonia.

Culto templare

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Il culto templare sottolinea l’appartenenza dell’uomo all’universo di cui è parte. I riti aiutano il fedele a comprendere la via che deve intraprendere nella vita, gli offrono forza e sostegno per superare le difficoltà e sostengono la sua visione spirituale del mondo, tra sacralità e purezza.

Culto domestico

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La venerazione avviene anche tra le mura domestiche, attraverso l’allestimento di kamidana (神棚, mensola dei kami), su cui comunemente viene posizionato uno specchio, in rappresentazione dei kami, e con l’aggiunta di oggetti sacri. L’altare è utilizzato per offrire preghiere e incenso alle divinità, oltre ad una serie di elementi tradizionali (sale, acqua e riso).

Luoghi naturali

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In alternativa a templi ed altari domestici, un luogo considerato sacro è la natura stessa, che quale ambiente incontaminato viene considerata la massima espressione del divino: conservare un contatto con essa comporta il raggiungimento della completezza e della felicità, e significa mantenersi vicino ai kami. La natura è eterna simmetria ed equilibrio, e uno dei maggiori insegnamenti è proprio di vivere in armonia con la natura e le persone.

Offerta

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Tra i più comuni rituali simbolici da donare ai kami ci sono gli origami (折り紙) e gli ema (絵馬, raffigurazione del cavallo), atti di donazione da parte dei fedeli ai templi solitamente elargiti tramite l’acquisto di tavolette di legno, con sopra l’immagine di un cavallo, o talvolta di simboli dello zodiaco cinese, o di persone e oggetti associati al tempio, su cui si scrive un desiderio o una preghiera. Gli ema vengono appesi alla bacheca nel tempio, e quando il desiderio si avvera, se ne appende un altro come forma di ringraziamento.

Dottrina e pratiche scintoiste 2017-10-11T08:52:48+00:00 Marco Milone