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Il periodo Yayoi (300 a.c – 300 d.c.), grazie soprattutto alla diffusione della coltivazione del riso, rappresenta un intenso cambiamento di stile di vita, come pure dei costumi prevalenti nel periodo Jōmon (8000–300 a.c.). Proprio in questo periodo si svilupparono le basi della cultura giapponese e le prime credenze del jingi (神器, kami del cielo e della terra). Molti rituali sembrano essersi diffusi grazie all’influenza dell’est asiatico, sebbene considerata l’informazione ristretta su questo periodo l’influenza della cultura straniera è solo presumibile, e non accertata: possiamo sicuramente constatare una similitudine nei sosen sūhai (祖先崇拝, pratiche divinatorie degli antenati). Il vocabolo scinto (神道) lo ritroviamo per la prima volta nel Nihon Shoki, nella cronaca dell’Imperatore Yōmei quando scrive “L’imperatore credeva nel buddismo e rispettava lo scintoismo”. Similarmente nel commentario all’esagramma “guangua” nel testo cinese I Ching troviamo “Se conosci lo shendao (shintō) del cielo non errerai per le quattro stagioni. Gli uomini saggi insegnano con consapevolezza dello, e conducono chiunque sotto il cielo”. Sebbene usino la stessa parola, sorge il problema di comprendere meglio l’interpretazione: i giapponesi erano soliti usare i kanji come una sorta di trascrizione del proprio testo, o di traduzione; in particolare, i caratteri cinesi, se letti con pronuncia giapponese (kun’yomi), diventavano espressioni giapponesi, con un significato di fatto diverso da quello originario.

La maggiore influenza può essere vista nella decisione di scrivere il Nihon shoki e il Kojiki usando caratteri cinesi. Sicuramente alcuni concetti sembrano pure risentire del pensiero cinese (soprattutto nel capitolo Tianwenxun – 天文訓 del Huainanzi – 淮南子) come nel mito della creazione e nella triplice ripartizione del mondo in ame (天, cielo), tsuchi (土, terra), e yomi (黄泉, inferi). Anche il concetto di Penglaishan (蓬萊山, casa degli immortali) sembra avere influenzato l’idea della terra dei Tokoyo, sebbene non sia uno degli aspetti centrali dello scintoismo. Fondamentalmente, attraverso lo Onmyōryō (陰陽寮, l’ufficio dei divinatori di corte), molti dei concetti cinesi riguardanti la relazione tra gli esseri umani e il cielo (teorie riguardanti yin e yang, le cinque fasi della materia – gogyō, teorie riguardanti il rapporto tra la natura e il comportamento umano come il tenjin sōkan, il jireisetsu e il sai’i, e ancora teorie della geomanzia come il fūsui) verranno adottati in Giappone e influenzeranno il pensiero scintoista. E’ altresì certo che i regolamenti attinenti al jingiryō (神祇領, questioni attinenti ai kami) nel Yōrōryō (養老令) si basino su antichi codici cinesi come il Kāihuáng Lù (开皇律) del periodo Sui e il Kaiyuanling del periodo Tang. Non bisogna peraltro tralasciare l’applicazione delle osservanze confuciane nei rituali imperiali nel Ritsuryō (律令), come pure lo shinbutsu shūgō. L’influenza del pensiero religioso cinese si estese anche al Sannō Shintō e al Ryōbu Shintō.

L’influsso del pensiero cinese è ancor più evidente nello scintoismo di Ise e nello scintoismo di Yoshida, dove divenne uno strumento per distaccarsi dall’influenza della dottrina buddista. Nello scinto gobusho (神道五部署, cinque libri dello scintoismo), una raccolta dei maggiori testi dello scintoimso di Ise, si torna all’inizio della creazione, prima ancora della creazione del cielo e della terra, sviluppando una nuova interpretazione dello scintoismo e dei kami. Nel gobusho si fa un uso ripetuto dell’importanza del concetto di shōjō (清浄, purezza), un concetto mutuato dai sutra buddisti come pure da vari classici cinesi. Lo shōjō cui faceva riferimento la famiglia sacerdotale Watarai, non il kessai (決済), ovvero la purezza guadagnata attraverso l’astensione e la purezza fisica, bensì la purezza spirituale che si ottiene grazie alla riconnessione con la sorgente della creazione prima ancora del nascere del cielo e della terra. In tal senso, questo concetto di purezza si collega al concetto taoista di wuwei (無為 o 无为, la consapevolezza del quando agire e del quando non agire). Lo scintoismo di Ise da anche grande importanza al concetto di onestà (shōjiki), concetto mutuato dal capitolo Hongfan dello Shangshu (尚書). La famiglia sacerdotale Yoshida, adattò alcuni testi taoisti per opporsi al culto di Hokuto shichisei (北斗七星, l’orsa maggiore di Hokuto) legato al culto esoterico buddista di Myōken Bosatsu (妙見菩薩), e pure distribuì amuleti taoisti e inserì temporaneamente pratiche purificative tipo della teoria taoista del neidan (內丹术).

Lo scintoismo e il pensiero cinese 2017-11-09T09:43:16+00:00 Marco Milone