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Scrivono Noriyuki Kai e Midori Sewake riguardo l’opera di Andrea Lippi: “…Avrà ascoltato nella profondità del Kōya-San i rumori del ruscello, i canti degli uccelli, il soffio del vento, solo nel silenzio riconoscibili, paradossalmente; intuisce in “quello che non c’è” il profondo significato della vita, tramite la luce spesso surreale, così come quella misteriosa e rarefatta che si estende sul lago Ashinoko, sopra il “torii”, o come quella sfuggente tra le nebbie dietro il ponte di Amanohashidate, una delle tre meraviglie naturali del Giappone…”

La pubblicazione racchiude circa settanta fotografie realizzate in Giappone dall’autore, in due distinti viaggi, nelle zone di Tokyo, Kyoto e Hiroshima. Oltre alle immagini, tutte in bianco e nero, che raffigurano paesaggi, scene di vita quotidiana e luoghi di culto, la pubblicazione è arricchita da alcuni brevi racconti dell’autore e della prefazione del Prof. Noriyuki Kai, ordinario di storia dell’arte presso Ibaraki University e Midori Sewake, storica dell’arte. Nel libro, oltre alle foto, sono contenuti cinque brevi racconti scritti dall’autore. Nel primo racconto Andrea parla dell’esperienza del suo primo viaggio e della volontà di intraprendere il secondo per approfondire maggiormente la conoscenza del Paese e collezionare più immagini. Nel secondo racconto l’autore si sofferma sulla descrizione della città di Kyoto, che è stata per lui un luogo di fortissima ispirazione, così come il Monte Koya, visitato nel secondo viaggio, nel quale ha soggiornato presso uno Shokubo e che è oggetto di un ulteriore racconto. Negli ultimi due testi scritti da Andrea, quest’ultimo parla dei luoghi che ha visitato, lontani dalle grandi città come ad esempio Takayama e Amanohashidate. Infine l’autore fa una riflessione sul concetto di “vuoto”, elemento centrale nella cultura giapponese, inteso così tanto diversamente in occidente.

Lights of Japan

Le fotografie sono state presentate la prima volta a Firenze, nel Chiostro di Villa Vogel, nel Luglio 2017, in una mostra dal titolo “Lights of Japan”, riscuotendo un grande successo ed una grande partecipazione di pubblico. La foto “Amanohashidate – Nariai-Ji” fa parte di una collettiva presso la galleria Ph-Neutro di Siena, insieme ad altre foto di importanti autori come Mario Cresci, Nan Goldin e Michael Kenna.

L’autore

Andrea Lippi nasce in Toscana. Si avvicina alla fotografia grazie alla macchina del padre per poi occuparsene con continuità dall’età di 23 anni, realizzando una camera oscura e iniziando a stampare in proprio le sue foto. Dal 2003, anno in cui fonda con alcuni amici il gruppo BoulevardUtopie che si occuperà di foto e video, inizia a ideare alcuni progetti fotografici, tra i quali “Ioedio”, “Presenze”, “People Met” e “Floating lights”. Dal 2008 avvia la collaborazione come video-maker e artista di scenografie digitali con alcune compagnie teatrali. Nel 2010 entra a far parte del collettivo Playsomenting creando immagini, foto e video in performance audiovisive presentate a Firenze, Milano, Roma e Mosca. In questi anni Andrea viaggia molto prima in Europa e poi a New York, dove ha modo di apprezzare la grande fotografia americana del ‘900. Nel 2014 è la volta del suo primo viaggio in Asia, che lo porta a visitare la Cina. L’ anno successivo, affascinato dall’oriente, visita per la prima volta il Giappone e se ne innamora. Inizia un periodo di studio sulla cultura giapponese che lo porta ad affrontare un secondo viaggio in Giappone nel 2016. Dopo questa nuova esperienza e in seguito alla conoscenza con gli storici dell’arte Noriyuki Kai e Midori Sewake, nasce “Lights of Japan” che raccoglie alcuni dei più interessanti scatti realizzati nei due viaggi in Giappone. Dal 2006 Andrea insegna fotografia, composizione e Post-produzione durante corsi, workshop e seminari, con centinaia di studenti.

Lights of Japan

Breve intervista all'autore

Da dove nasce la tua passione per il Giappone?



Dal nulla, è nata dal primo viaggio, sono arrivato in Giappone non conoscendo niente del...Giappone! Sono rimasto stupito di fronte a tanta bellezza e sono voluto tornare, andando a cercare i luoghi che mi erano rimasti nel cuore con un progetto fotografico più specifico.

Quali luoghi hai visitato in Giappone?



Sono stato due volte in Giappone, sempre nei mesi estivi. Ho visitato Tokyo, Kyoto, Takayama, Hiroshima e Myiajima nel primo viaggio, mentre nel secondo sono tornato a Kyoto (città che adoro), Okayama, Naoshima, Amanohashidate e il Koya-San. Ho in programma di tornare nei mesi primaverili per visitare altre zone che vorrei fotografare.

Perché questa serie di foto sul Giappone, che cosa lega il tuo modo di fotografare al Giappone?



Amo molto la composizione in fotografia, credo che, soprattutto nel bianco e nero, la struttura delle foto sia essenziale. Per questo motivo ritrovo nell'ordine dell'architettura, nei giardini e nella bellezza della natura, gli elementi che consentono di creare una composizione armoniosa. Fotografare in Giappone, mi ha permesso di tornare a concentrarmi su singoli elementi che a volte riteniamo anche banali: un albero, una roccia ecc. che se inseriti in un contesto specifico creano giochi di chiaroscuri interessanti ed enigmatici.

Lights of Japan

Come è nata la tua collaborazione con Noriyuki Kai e Midori Sewake?



Per caso! Grazie ad alcuni amici in comune. Kai e Midori vengono spesso in Toscana e li ho potuti conoscere. Hanno da subito apprezzato il mio lavoro sul Giappone ed hanno accettato di scrivere per me la prefazione…per me è stato un grande onore. Inoltre questo ha rappresentato uno scambio culturale interessantissimo per me. La prefazione rispecchia esattamente quello che ho provato e quello che penso. Ricordo di aver letto la mail con la bozza della prefazione in auto la prima volta…e mi sono commosso!

Perché fotografi in bianco e nero?



E' il mio modo di "parlare" in fotografia, ho sempre “parlato” questa lingua, non riesco a parlare a colori! anche se a volte ci provo e lo farò anche in futuro sicuramente...ma il bianco e nero rimane la mia “madrelingua”. Sarà perché l'interesse per la foto è nato dentro una camera oscura o forse perché sono stato condizionato da alcuni fotografi che ho studiato e seguo da tempo. In ogni modo, il Giappone è bello anche a colori, ma anche qui, la natura regala sfumature di colore diverse e fotograficamente più o meno interessanti nell'arco dell'anno.

Le tue foto sono un mix tra la fotografia alle persone e il paesaggio. Come gestisci questo aspetto?



Sono molto propenso ad inserire negli scatti, come elemento compositivo, la figura umana. Cerco sempre di non dare importanza ai dettagli per evitare che questi disorientino l'osservatore (età, etnia, sesso ecc.) tratto la figura umana come una massa, un peso che introduco nella composizione. Certo è anche vero che a volte invece alcuni soggetti prendono il sopravvento sul resto. C'è una foto nel libro, scattata ad Amanohashidate, dove una mamma parla con un bimbo seduti su una panca. Mi sono incantato a vedere questa espressione che sembrava sospesa nel tempo! Nella foto al Fushimi inari di Kyoto, una ragazza in yukata si volta verso di me al momento dello scatto. Nei suoi occhi ho visto la lontananza tra due culture così diverse, la mia e la sua, che per un attimo si sono incontrate.

Nelle tue foto non si vede quasi mai la città Giapponese contemporanea, hai volutamente omesso queste immagini?



Si, le evito, ho cercato di ritrarre il Giappone più "spirituale". Ci sono alcuni quartieri, come ad esempio Akihabara o Shinjuku a Tokyo, che rappresentano, almeno per noi occidentali, la modernità e sono un vero e proprio mandala per gli occhi! Ma ho preferito ritrarre quell'aspetto che maggiormente mi attraeva di questa società con una cultura antica e intrisa di religiosità, in cui molti aspetti sono per noi occidentali, così diversi ed al tempo stesso profondamente interessanti.

Nelle tue foto la luce è sempre diffusa e rarefatta, difficilmente si ha di fronte un’immagine illuminata con una luce diretta. È stata una scelta a priori?



l'atmosfera che volevo ricreare è esattamente quella di una cultura sospesa. Sospesa tra l'antico e il moderno, tra la tradizione e la globalizzazione: le nebbie estive, i cieli carichi di nuvole e i riflessi, richiamano in me questa idea. La luce dura, quella diretta del sole, crea ombre con contorni forti, che spesso creano segni troppo marcati annullando queste atmosfere mistiche che amo

Quando scatti pensi già al risultato della foto in bianco e nero?



Si, cerco sempre di immaginare la foto finale. Mi immagino gli interventi che posso fare in post-produzione, quelli classici da camera oscura tradizionale, ovvero mascherature e bruciature. Sono molto selettivo, non scatto se non sono convinto, cerco di comporre subito la foto senza pensare al ritaglio successivo.

Scatti in digitale o pellicola?



Per questione di comodità scatto in digitale, anche se mi manca molto la pratica manuale della fotografia. Ci sono alcune arti che non possono fare a meno della manualità, la scultura ad esempio. Ammiro chi pratica queste arti, perché quando crei un'opera di questo tipo, usi la testa solo per creare una massa o un'immagine e muovi le mani di conseguenza. La fotografia digitale ha il suo aspetto "manuale" solo nella fase di scatto. Dopo, al computer, si usa solo la testa.

Segui qualche fotografo particolare, quanto serve conoscere la storia della fotografia?



Ci sono molti fotografi che seguo o che ho studiato. Nelle mie fotografie in Giappone ho studiato ed apprezzato molto le fotografie di Warner Bischof ad esempio. Seguo da anni l'opera di Michael Kenna, che adoro. Devo dire però che a mio parere un fotografo crea un proprio bagaglio di immagini non solo attraverso la fotografia. Il cinema, ad esempio, è foriero di molti spunti, la pittura classica nelle composizioni circolari e lineari, ma anche la scultura, mi piace molto girare intorno ad una scultura per percepire i cambiamenti di luce e ombra sulla superficie in base alla materia. E poi non posso non citare i social network dedicati alle immagini. Vi sono centinaia di fotografi contemporanei sconosciuti che ogni giorno regalano delle foto straordinarie ai nostri occhi. Credo sia importante soffermarsi su quello che ci piace e chiederci "perché" ...spesso è un buon inizio per pensare.

Lights of Japan

SCHEDA INFORMATIVA

Titolo libro: LIGHTS OF JAPAN

Prefazione a cura di: Prof. Noriyuki Kai, ordinario di storia dell’arte presso Ibaraki University; Midori Sewake, storica dell’arte (co-autore prefazione)

Sito web libreria: www.blackspringbookshop.com

Sito web autore: www.andrealippi.it

E-mail: info@lightsofjapan.it

Come acquistare scontato il libro con il nostro coupon: Giapponizzati vi permette di acquistare il libro con un piccolo sconto. Per sapere come fare vi invitiamo a scaricare questo PDF.

Caratteristiche del libro: circa 70 fotografie in bianco e nero

Formato: 23x23cm

Pagine: 72 pagine brossura

ISBN: 979-12-200-2148-7 (autoproduzione)

Lights of Japan - Il libro fotografico di Andrea Lippi 2017-09-06T08:31:15+00:00 Godai - 五代