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Alla fine del periodo Edo assistiamo alla fine del patrocinio dello shogunato, ma pure alla inesorabile caduta delle grandi scuole goistiche. Tra i due eventi non vi fu un nesso di causalità: semplicemente la congiunzione di due fatti storici: le forze conservative della famiglia Tokugawa avevano mostrato la loro inabilità a cooperare con le nuove forze occidentali colonialiste, e la restaurazione Meiji, sotto la quale molti giapponesi abbracciarono lo stile occidentale. Una delle più importanti idee occidentali importate sarà la libertà di stampa che poterò a una forte competizione tra i quotidiani, ma pure alla nascista delle prime rubriche sul go. La prima rubrica goistica verrà pubblicata il 1 aprile 1878 su Yubin Hochi Shinbun1, un quotidiano politico che parlava della libertà di movimento, e sarà il commento a una partita tra Nakagawa Kamesaburo 6-dan e Takahashi Kinesaburo 5-dan. Nakagawam, vice-presidente della Hoensha dal 1879 e figlio di Honinbo Jowa, vincerà la partita per 6 punti, senza komi. La partita non sembra particolarmente interessante, e la scelta della pubblicazione si spiega sul luogo del match: la casa del presidente del quotidianio, che era un grande appassionato del gioco del go. Yubin Hochi Shinbun manterrà la sua rubrica con cadenza quindicinale sino al 1886; quindi, riprenderà nel 15 febbraio 1890, a seguito del pensionamento del nuovo presidente Yano Fumio, con la pubblicazione di problemi goistici: il primo problema sarà tratto da una partita di Kobayashi Tetsujiro contro Hayashi Senji. Il 5 settembre 1878 verrà pubblicata la prima recensione a un libro di go: si tratterà di Katsugo Shinpen di Yokoo Kanekichi, una raccolta di notevoli tesuji, presenti anche nel moderno Tesuji Jiten (Dizionario dei Tesuji) di Fujisawa Hideyuki. Nel 1879, Hoensha avvierà la pubblicazione del mensile Igo Shinpo, e nello stesso anno la anche la rivista Kiraku no Tomo pubblicherà articoli sul go. Yomiuri Shinbun, nel giugno 1885, pubblicherà la prima partita per corrispondenza, giocata da Murase Shuho con tre pietre di handicap; quindi, nel 1899, pubblicherà la prima partita via telegrafo, la cosiddetta “Partita di Go al Telegrafo Tokyo-Osaka”, durata oltre 100 giorni. Ancora in questa fase della storia goistica, i maggiori patroni non erano i giornali, bensì singoli mecenati che supportavano top-giocatori, finanziando loro jubango. Tra i maggiori mecenati troviamo Takada Tamiko, moglie di Takada Shinzo, capo della azienda commerciale di Takada Shokaisha, che fece la sua fortuna rifornendo le milizie durante le guerre russo-giapponese e cino-giapponese. Takada Tamiko viene considerata una dei grandi patroni del go, insieme a Inukai Tsuyoshi e Toyama Mitsuru. Pagò uno stipendio mensile a Honinbo Shuei, Yasui Sanei eNakagawa Kamesaburo, e supportò pure il gruppo di studio Shishokai. Inukai e Toyama erano politici, e Inukai potè giocare un ruolo preminente, diventando primo ministro nel 1931. Inoltre, ha svolto un ruolo importante nel portare il giovane Go Seigen in Giappone. Le rubriche goistiche Go furono anche spinte dal favorevole clima economico dopo la conclusione della guerra cino-giapponese nel 1895. La più importante rubrica nascerà il 7 agosto 1896, pubblicata sullo Jiji Shinpo (poi Tokyo Nichinichi Shinbun, e quindi Mainichi Shinbun, sponsor dello Honinbo). Fukuzawa Yukichi dichiarerà di essersi ispirato alle rubrische scacchistiche del Times of London. Ciò che caratterizza la rubrica di Fukuzawa l’aspetto morale-didattico che vedeva nel go, a dispetto delle altre rubriche goistiche che venivano pubblicate per questioni puramente commerciali. Ancora nel 1905, con la conclusione della guera Giappone-Russia, assistiamo a una nuova ondata di fervore nazionalista, ma pure a un nuovo boom economico che consentì la crescita di nuovi quotidiani, molti dei quali dedicarono un crescente spazio al go: il tabloid nazionale Nihon avviò una rubrica goistica nel 1904, nella quale Inoue Yasunobu discuteva di joseki; nel 1905 Yorozu Choho avviò la pubblicazione delle partite Honinbo-Hoensha; nel 1906 Tokyo Nichinichi Shinbun pubblicherà kifu storici, e nello stesso anno Tokyo Niroku Shinbun pubblicherà le partite dei professionisti contemporanei, e Mainichi Denpo presenterà le analisi di Hirose Heijiro sui fuseki; nel 1907 Miyako Shinbun avvierà la pubblicazione delle partite della fazione di Karigane Junichi, da sempre in rivalità con la scuola Honinbo; l’anno seguente, Tokyo Asahi Shinbun pubblicò le partite di alcuni giovani giocatori; nel 1909, Chugai Shogyo Shinbun concentrò l’attenzione sulle partite dei giocatori contemporanei, e Yamato Shinbun si scelse le partite di giovani giocatori e di giocatrici, mentre Osaka Asahi Shinbun si dedicò alle partite dello Gruppo di Studio Kansai, e ancora Chuo Shinbun selezionò accuratamente le partite di giovani promesse goistiche. Yorozu Choho e Jiji Shinpo portarono il go a un livello superiore rispetto a quello dei rivali, al punto da essere considerati più dei veri e propri sponsor. Yorozu Choho, fondata da Kuroiwa Ruiko (inventore del renju), si era guadagnata un pubblico crescente grazie alle traduzioni di famosi classici della letteratura occidentale, e così il suo audience era di un pubblico ben acculturato. Yorozu Choho fornì grande supporto al go sino a metà degli anni ’20, quindi si fuse con Tokyo Maiyu Shinbun. Yorozu Choho, presentando alternativamente sia kifu della scuola Honinbo che della Hoensha, ebbe un ruolo entrale nell’unificazione del mondo goistico. Jiji Shinpo mantenne una posizione importante sino all’inizio del periodo Showa, ma il suo momento di gloria coincise con l’arrivo in Giappone del giovane Go Seigen, dal quale ottenero l’esclusiva per la pubblicazione dei suoi kifu, prima ancora che egli arrivasse in Giappone. Ben presto Jiji Shinpo verrà rilevato da Tokyo Nichinichi Shinbun, che da quel momento dedicherà un’attenzione sempre maggiore alla scena goistica. A seguito del terremoto di Kanto, nel 1923, i giocatori professionisti compresero come fosse importante essere tutti uniti se volevano fare sopravvivere il gioco del go. Il barone Okura Kishichiro si interessò alla loro causa, investendo ¥100,000 per un salone appena costruito di circa 200 tsubo4 a Tamaike, Akasaka, e supportnado l’associazione, sino al 1937, con ¥1000 al mese – sufficienti per concedere ai giocatori professionisti un salario mensile di ¥10 per dan. Il primo presidente fu Makino Nobuaki, un grande mecenate del go, oltre che un politico e un diplomatico: il suo primo incarico fu presso l’Ambasciata a Londra, cui seguirono la nomina di governatore della Prefettura di Fukui prima, e della Prefettura di Ibaraki dopo, e dunque la nomina di ambasciatore in Austria, e poi in Italia; inoltre, nel 1906 fu nominato Ministro dell’Istruzione, suo primo incarico governativo, ricoperto fino al 1908. Fu nuovamente ministro nel 1911-12 per il Commercio e l’Agricoltura e nel 1913-14 per gli Affari Esteri, e nello stesso periodo entrerà a far parte del Consiglio privato dell’Imperatore. Fatta eccezione per Nozawa Chikucho e le fazione Inoue di Osaka, tutti i professionisti, persino la scuola Honinbo di Shusai e i giocatori della Hoensha sotto la guida di Iwasa Kei, si unirono alla nuova associazione, la Nihon Ki-in. Ci fu una piccola scissione quando la Kiseisha, una fazione formata Karigane Junichi, il principale rivale di Shusai, lasciò la Nihon Ki-in, ma molti giocatori tornarono alla Nihon Ki-in entro due anni.

(estratto dal libro Storia del go – Marco Milone)

La nascita della Nihon Ki In 2017-11-23T09:45:11+00:00 Marco Milone